Il Banco di Solidarietà Loano

 

In questi periodi di crisi l’emergenza alimentare è diventata più urgente. Loano è una bellissima città di villeggiatura in cui la qualità della vita è mediamente alta, ma anche qui siamo venuti a conoscenza di situazioni di difficoltà. Per questo grazie all’ospitalità e al contributo dei padri Cappuccini abbiamo fondato questa associazione di volontariato, attraverso la quale doniamo un po’ del nostro tempo per dare conforto ad alcune famiglie della nostra città che sono in difficoltà.

Per raggiungere i fini associativi ci siamo dati un metodo che vuole andare incontro non solo al bisogno alimentare, ma anche al bisogno umano delle persone che assistiamo.

S.Francesco Maria da Camporosso

La scelta del nome della nostra associazione di volontariato è stato deciso per onorare e prendere ad esempio un santo che ha fatto della carità la sua ragione di vita, S.Francesco Maria da Camporosso.

Il compito che aveva questo frate, che già in vita veniva chiamato Padre Santo, era quello di fare la questua per le vie della città di Genova. In pratica camminava per la città a chiedere l’elemosina per i poveri. La cosa sorprendente è che tante persone non vedevano l’ora che lui passasse per poter scambiare due parole con lui. Da varie bibliografie risulta come avesse la capacità e la grazia di dare sempre supporto e speranza alle persone che incontrava (qui per ulteriori dettagli sulla vita del Padre Santo).

La nostra attività vorrebbe ricalcare la sua, fare la carità e allo stesso tempo instaurare un rapporto con le persone che aiutiamo.

Da dove nasce un’opera di carità

“Quando c’è qualcosa di bello in noi, noi ci sentiamo spinti a comunicarlo agli altri. Quando si vedono altri che stanno peggio di noi, ci sentiamo spinti ad aiutarli in qualcosa di nostro. Tale esigenza è talmente originale, talmente naturale, che è in noi prima ancora che ne siamo coscienti…interessarci degli altri, comunicarci agli altri, ci fa compiere il supremo, anzi unico, dovere della vita, che è realizzare noi stessi, compiere noi stessi” L. Giussani

 

 

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